Cerca nel sito

La deplezione proteico calorica

La deplezione proteico calorica
0 6 marzo 2016

La deplezione proteico calorica (Protein Energy Wasting, PEW) è una condizione patologica caratterizzata da una progressiva compromissione del patrimonio proteico ed energetico dell’individuo. Nel paziente affetto da CKD/ESRD (Chronic Kidney Disease/End Stage Renal Disease) la PEW ha un’elevata prevalenza, e la sua presenza si associa ad una prognosi negativa, con aumento del tasso di complicanze, ospedalizzazione e mortalità.

La patogenesi della PEW nella CKD/ESRD è complessa e multifattoriale, ed un ruolo centrale è rivestito sia dal ridotto apporto di nutrienti che dalla condizione di ipercatabolismo/ridotto anabolismo tipica del paziente nefropatico. L’approccio alla PEW include la prevenzione di eventuali fattori di rischio, la correzione dello stile di vita e di eventuali fattori patogenetici correlati alla dialisi. È inoltre necessaria una periodica valutazione dello stato nutrizionale mediante l’utilizzo di indicatori biochimici, indicatori di massa corporea/massa muscolare, scores nutrizionali, e metodi strumentali, con l’obiettivo di rilevare precocemente la presenza di alterazioni nutrizionali. Nel caso sia presente un ridotto apporto proteico ed energetico, come primo intervento nutrizionale è raccomandata la somministrazione di alimenti durante la dialisi, oppure l’utilizzo di supplementi orali specifici.

La supplementazione nutrizionale per os rappresenta l’approccio nutrizionale più efficace, semplice e sicuro, nella ESRD in dialisi, oltre ad avere un impatto positivo dimostrato sulla qualità di vita e sulla sopravvivenza. Se tutto ciò risultasse insufficiente può essere necessario utilizzare altre forme di supplementazione nutrizionale, quali la nutrizione parenterale intradialitica. Nei casi in cui il paziente sia incapace di alimentarsi o presenti difficoltà nella deglutizione, può essere presa in considerazione la nutrizione enterale totale, in particolare ni casi in cui l’apporto spontaneo di nutrienti sia fortemente ridotto. L’obiettivo finale è quello di trattare la PEW qualora presente, e prevenirla nel caso il paziente sia a rischio. Infatti, il trattamento inadeguato della PEW può comportare ulteriori complicanze cardiovascolari, maggiore suscettibilità alle infezioni e ulteriore incremento del tasso di ospedalizzazione e mortalità, generando quindi un circolo vizioso di difficile risoluzione.

 

Giornale Italiano di Nefrologia: Prof. Enrico Fiaccadori (Università di Parma)